Digitare, prego

<<Digitare 1 per ufficio amministrativo, 2 per ufficio reclami, 3 altro>>
<<tre>>
<<Digitare prego>>
<<Ops, … ecco fatto>>
<<Digitare 1 per ufficio reclami, 2 per ufficio amministrativo, 3 altro>>
<<Ma come? è uguale a prima!?>>
<<Prego digitare>>
<<Tre, scusa scusa ora schiaccio. Ecco fatto>>
<<Digitare 1 per danni all’impianto, 2 per problemi alla linea, 3 per guasti>>
<<Ma cavolo, mi stai prendendo per i fondelli!>>
<< Digitare prego>>
<< Uhm, dunque, non saprei, forse 1, ma anche 2 potrebbe andare bene, ma forse 3 è meglio …>>
<<Digitare prego. Si ricorda al gentile utente che la tariffazione è a secondi>>
<<Sì, sì … uffa ecco, digito 2 e speriamo bene …>>
<<Digitare 1 per mancanza di linea, 2 per linea assente, 3 non so cosa digitare>>.
<<Cosaaaaaaa????>
<<Digitare 1 per mancanza di linea, 2 per linea assente, 3 non so cosa digitare>>.
<<Adesso basta! Io voglio parlare con un operatore. O P E R A T O R E!>>
<<Operatore non disponibile. Digitare prego>>
<<Non digito più niente. Ora aspetto che risponda un operatore>>
<<Digitare prego. In caso contrario la linea verrà scollegata>>
<<Eh no! Se cade la linea no … proprio no … ecco ora digito>>
<<L’utente ha digitato 3 “non so cosa digitare”>>
<<Ma va?>>
<<La richiesta non è sufficientemente chiara. La richiesta non può essere processata. La comunicazione verrà interrotta>>
<<Cosa?, no no aspetta ….>>
<<Si rammenta al gentile utente che la vostra chiamata è stata evasa nel tempo massimo previsto dal gestore. L’utente si ritiene soddisfatto del servizio>>
<<Evaso cosa? Soddisfatto? Ma che scherziamo? Lo ripeto. Esigo di parlare con l’oper…>>
<<Si ringrazia il gentile utente per aver usufruito del nostro servizio. Certi di esservi nuovamente utili. Buona Giornata>>
<<Pronto? Pronto? Prontooooooo ….>>

Wislawa Szymborska

“Come è possibile parlare d’un qualche ordine, se non è nemmeno possibile scostare le stelle e sapere per chi brilla ciascuna?

“Nulla accade due volte nè accadra. Per tale ragione si nasce senza esperienza, si muore senza assuefazione”

Wislawa Szymborska (2.7.1923 – 1.2.2012)

… quando non c’è nulla da aggiungere, ma proprio nulla …

Breaking Dawn … Aiutooo – Parte 2

se vuoi, vai alla prima parte, se vuoi .. vai vai! … hai già letto ?.. ok ok come non detto

Ed eccoli, infine i nostri alla scena clou, l’apice dell’apice, eccoli finalmente alla prova dell’AMORE.
C’è la luna che riga il mare, E.Cullen immerso ignudo fino alla cintola, di spalle che guarda l’orizzonte e Bella che arriva, lascia cadere l’accappatoio e bianca e pura come la mozzarella di bufala si immerge nelle acque oceaniche e raggiunge il suo amato Vampiro.
E vai che ci siamo, vai che mo parte la scena di sesso bollente, vai che si va di nudità, carne fresca, glutei sodi vampirei per le signore e dolci curve femminee per i signori.
E no,  no no e ancora no.

Non si vede nulla, ma nulla nulla, l’amica SF e tutte le pari sesso in sala non vedranno nulla e nemmeno i maschietti avranno il piacere, neppure di un capezzolo sgusciante e beffardo.

Il giorno dopo è un talamo completamente devastato, fatto a pezzi dalla violenza del Vampiro allupato, che proprio allupato non è il termine adatto, ma fa nulla.
Il giorno successivo è Bellissima, ormai donna fatta, che si rivive in flash back la notte d’ammmore, si tocca i capelli e ricorda E.Cullen che le sfiora i capelli, si tocca le labbra e ricorda E.Cullen che la bacia teneramente sulle labbra, si accarezza il collo e riassapora il tocco gelido di E.Cullen che le assaggia il collo.
E’ felicissima Bella, felicissima della notte passata.
Felicissima e quando riappare il Vampiro sta per saltargli nuovamente addosso, ma lui si nega, è pallido in volto, strano è?, insomma è triste.
Lei non capisce, vuole ricominciare da capo, nuovamente, ancora e ancora ma lui si ritrae e commette un errore che mai un uomo deve fare, mai e poi mai, non te lo insegnano sui libri di scuola, non te lo dicono a Sex Terapy, è la strada che te lo insegna, la strada fatta di ostacoli e pericoli, di cadute e tonfi, insomma è l’esperienza di vita vissuta che insegna all’uomo, intenso come  maschio, che mai e poi mai, dopo, dopo l’amore, ma mai mai bisogna domandare alla lei di turno “ti è piaciuto?”
E lui lo fa, acciderbolina se lo fa, e lei ci rimane di un male ma di un male profondo.
Ma come! non lo vedi Testa di Canino appuntito che non sei altro, non lo vedi che sprizzo gioia e amore da tutti i pori? Non lo vedi che ti voglio ancora? E ancora!
Ma Pallidone Cullen si ritrae, dice di averle fatto male, di non essere riuscito a trattenere la sua forza disumana.
Ma come? Esclama Bella, come! non è vero, non è vero per niente.
E allora lui le sposta l’accappatoio e le mostra i segni della violenza.
Segni della violenza? Ma bestiaccia di un essere freddo e sanguinolento, non lo vedi che quelli sono succhiotti, l’hai riempita di succhiotti, mica di cazzotti!
Ma lui non vuole, non vuole più concedersi, teme di farle del male.

Iper-mega-stra-ufffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffff

E i due passano la luna di miele a fare tre cose:
1 – vagare per l’isola
2- giocare a scacchi, con lui che vince e lei che perde, sempre
3- cercare invano di accoppiarsi, con lei che ci prova e lui che fugge, sempre
Insomma, una luna di miele della madonna!

Caffè, caffè, caffè, un caffè che il sonno REM incombe, persistente e subdolo come il bollettino del canone RAI che non hai mai pagato.

Finché in una notte buia e tempestosa Bella sogna e poi si desta in lacrime.
E allora E.Cullen le chiede il motivo del pianto e Bella racconta che nel sogno lei vinceva a scacchi e lui perdeva e poi facevano all’amore, E.Cullen non capisce, proprio non capisce il sogno e Bella gli spiega che era perché nel sogno capitavano cose felici e nella realtà no, e allora E.Cullen intuisce che deve far vincere a scacchi la sua amata mogliettina.
Ma no, no cribbio, no non e ancora no!, testone di un testone, sei un cavernicolo dei sentimenti, ecco cosa sei, questa vuole l’amore, l’amore!, lo vuoi capire o no, che sei sposato ora e hai dei doveri coniugali.
E allora E.Cullen cede e finalmente si amano nuovamente.

La mattina dopo però capita l’imprevedibile.
Il Vampiro è fuori a caccia di sangue vegetariano e Bella ha fame, apre il frigo e si fa la colazione: yogurt e ali di pollo fritte.
Yogurt e ali di pollo fritte, si si sì, preciso preciso.
Poco dopo però, stranamente, ma stranamente assai, le sale una nausea fortissima, ma fortissimissima, prova a resistere ma poi cede e vomita, vomita e vomita e allora pensa di essere in cinta.
Sì, sì, non è un errore da copia in colla, pensa seriamente di essere incinta.

Ragazzina, non è che se ti viene la nausea la mattina dopo potresti essere gestante. Ok c’hai la nausea mattutina, e ttte credo, te sei magnata le ali di pollo fritte con lo yogurt alle sette meno un quarto.
Eppure lei è convintissima di essere in cinta e in pancia sente muoversi qualcosa e poi compare l’inserviente megera brasiliana contraria all’accoppiamento donna-vampiro, che mette le mani sulla pancia e sentenzia “morte!”
E i due sposini ci credono!
Ma porco di un porco, ma chi è questa? Da dove viene? Chi le ha rilasciato la patente da megera? Dove  ha studiato? Da chi? Li sa leggere i tarocchi? e i fondi del caffè? Non sarà affiliata al maestro di vita Do Nascimento? O forse al mago Otelma?
Insomma questa Cassandra del Sud America profetizza “morte” e la luna di miele, se mai ha avuto veramente luogo, si conclude nelle mestizia.

I due rientrano, lei è in cinta, il suocero e padre di E.Cullen, sarà pure medico ma non sa che pesci pigliare, i lupi vengono sapere che Bellissima è incinta di una “cosa”, il frutto del peccato, dell’accoppiamento non autorizzato e vogliono uccidere Bella e la creatura che porta in grembo, Jacob lupo quasi impazzisce ma ama Bella e non permetterà che venga sbranata dai suoi pari  e allora si ribella al capo branco e si schiera con i vampiri, ma Bella sta male, la creatura la sta consumando dall’interno, cresce velocissimamente, è una gravidanza sprint, e non si capisce cosa diavolaccio stia crescendo nella pancia, cercano pure su google, insomma tutti temono una specie di visitor. E.Cullen rifiuta il frutto dell’accoppiamento, insomma ha fatto il gradasso, ha fatto il danno e ora fa l’offeso, vuole l’aborto ma Bella no, non vuole e i due si allontanano.
Ma ovviamente c’è Jacob Zerbino pronto a consolarla e Bella lo abbraccia e, alla presenza del marito, dice al suo eterno spasimante che con lui si sente completa.
Pure in punto di morte questa non smette di fare la gatta morta! Grrrrrrrr!
E.Cullen muore di gelosia, ma poi i due sposini fanno pace e decidono il nome del nascituro.

Sarà maschio? Allorasarà Jacob., ovvio. E se sarà femmina? La chiameranno Maria? Benedetta? O forse Immacolata?
Ma certo che no, i due sono sposini moderni, al passo con i tempi ma anche attaccati alle rispettive famiglie e allora la chiamano “Renesmee”, che non è un tipo di mela del Trentino, no, è un nome puzzle, è un frullato degenerato, la fusione dei nomi dei loro genitori, roba che applicando la stessa equazione ti saresti chiamato Giusziella o Grazieppe, roba che gli amici di amici di un amico si sentono finalmente liberati dalla maledizione di aver chiamato il primogenito Kevin Pio.

Ma Bella sta morendo da dentro e non sanno cosa fare, finché Jacob genio capisce che bisogna dare il sangue alla piccola creatura, per nutrirla.
E allora saccheggiano la vicina sede dell’AVIS e rubano tutte le sacche disponibili e il sangue lo mettono nel bicchiere del Mac Donald e Bella beve il frullato di sangue, senza ghiaccio però, e sta meglio, si rianima e beve e beve ancora e all’Ospedale muoiono perché qualcuno si è fottuto il sangue e non possono più fare le trasfusioni.

Ma la casa dei vampiri è accerchiata dai lupi e i vampiri non vanno a caccia e non si fanno in endovena di sangue vegan da un po’ e cominciano a impazzire, così alla fine si arrischiano alla caccia e il padre dottore va anche lui perché deve essere in forze che l’indomani è il giorno del parto.
Ma il parto ovviamente non è domani ma la sera stessa, subito dopo la partenza dei vampiri e a casa rimangono Bella, E.Cullen, Due di picche Jacob e pochi altri e Bella ha le doglie e non sanno cosa fare e  la cosa la sta uccidendo e serve un cesareo e non sanno come fare e allora E.Cullen le squarta il ventre e la piccola innocente creatura esce e non è un mostro ma un cucciolo di donna e Bella sta per morire ed è certo morirà, sicuro morirà, finalmente.
Non c’è rianimazione che tenga, non si può fare più nulla, nemmeno il siringone di adrenalina piantato nel petto può, ma c’è un’ultima spiaggia. L’unica cosa da fare, anche se con poche possibilità di riuscita, è vampirizzarla, sì finalmente E.Cullen farà quello che doveva fare dalla prima puntata di questo melassoso melodramma da puritani della prima ora, deve vampirizzarla.
E lo fa, lo fa e non vedeva l’ora, la mordicchia da tutte le parti e le inietta il siero vampireo sperando che faccia effetto e che salvi Bella da morte certa, donandole una vita da morta perenne.
Ma Bella muore. Già, Muore.
Ma muore veramente o e’ una morte apparente? Ma se puoi muore cazzo lo fanno a fare l’ultimo film?
Bisogna aspettare, è morta ma forse, forse, forse il siero non ha ancora sortito il desiderato effetto.
Ma Jacob lupo è straziato, Bella è morta, la sua amata è morta e non la rivedrà più e allora in preda alla collera decide di ammazzare la bambina frutto del peccato e del decesso dell’amata.
Jacob! ma non vorrai mettere in scena un infanticidio? Sei forse impazzito?
Bella ha voluto morire per far vivere la figlia e tu vuoi accoppare la piccola vanificando così del tutto la sua morte.
Ma sta incazzato il nostro, incazzato di brutto e mentre fuori i Lupi attaccano la casa per ammazzare tutti e fare una strage di innocenti,  lui si avvicina minaccioso all’infante e mentre sta per colpire, mentre sta per condannare se stesso alla galera e al rimpianto perenne per un atto così sconsiderato e cruento, mentre sta per farlo, ecco che rimane imprintato.
Alt.
Imprintato?
Eh già, ha un colpo di fulmine che fa sì che il nostro lupo si leghi per la vita alla creatura dalla quale riceve l’imprinting. Insomma una specie di matrimonio istintivo che lega il lupo a un’altra persona con un legame d’amore, d’amicizia, di protezione che non si sa bene cosa sarà ma che sarà vincolante.
Insomma riceve l’imprintig dalla figlia di Bella, e non può farci niente.
Tradotto: non può avere la madre e allora si butta sulla figlia, una specie di “c.b.c.r. – cresci bene che ripasso”: tutto sto casino per questa robetta qua.

Ma Bella è ancora temporaneamente morta, i Lupi hanno quasi vinto la battaglia e vogliono  uccidere la neonata, insomma il mondo è pieno di fanatici assassini di poppanti, ma poi compare J.Printing e loro capiscono che è stato battezzato e che è legato per sempre alla piccola mezzo sangue e non possono più ucciderla perché la legge del branco impedisce che si faccia del male alla protetta di un membro dello stesso.
To’ che fortuna, o meglio che colossale, smisurato, sovrabbondante, abnorme colpo di culo!.

Ma ora finita la battaglia, salvata la piccola innocente, l’attenzione di tutti si sposta su Bella che ormai dovrebbe essersi Vampirizzata, ma ciò non avviene e allora c’è il fondato dubbio che sia morta veramente e che il siero vampireo non abbia fatto effetto, ma il siero corre dentro il corpo di Bella e per un attimo sembra una puntata del Dr. House, e i vampiri e Jacob si disperano e il siero silenzioso scorre, si disperano e le ferite di Bella si rimarginano, si disperano ma tanto tanto ma forse invano.
Invano perché Bella, dal letto di morte, potrebbe risvegliasi, riaversi, nascere morta e rimanerci per sempre, morta.
Si disperano, ma poco prima che i titoli di coda mettano finalmente e meritatamente fine a questa macedonia avariata di sentimenti, a questo dramma della cinematografia moderna, poco prima di abbandonare la sala e respirare lo smog della città, poco prima di infilarsi in macchina e guadagnarsi un meritato sonno, poco prima di tutto questo, proprio un attimo prima, Bella apre gli occhi.
Cazzo, che sfiga!
Bella apre gli occhi.
E gli occhi sono occhi da vampiro.
Bella è ora Vampirella.
Senza dubbio.
Titoli coda.

Breaking Dawn … Aiutooo – Parte 1

Eh già, ti tocca.
E’ la tradizione e non si tradisce la tradizione tradizionalmente definita.
E così, che una sera, ti trovi davanti ad uno schermo, multisala moderno.
C’è da continuare la saga, neanche fosse un obbligo, la saga dei vampiri belli e famosi.
Già, già, ti tocca è l’inizio della fine, la prima ultima parte.
Venite, venite signori! Accorrere alla corte di Bella smortarella, bellone E.Cullen e dell’eterno incomodo, bicipite Jaboc.
E l’inizio della fine, peccato sia solo l’inizio e non la fine, ma fine fine fine e stop.

Dunque l’inizio è un foglio bianco e Jacob Lupo che lo apre, sorpresa! Sorpresa?
Ma che non lo sapevi che la tua bella amata Bella si sposa finalmente con il bel Vampirone e tu ciccia, ma ciccia ciccia e a te, Muscolosissimo, non rimane che l’assolo e sai com’è, capita anche nelle migliori famiglie, se non altro non diventi cieco, stanne certo, che i super eroi non portano mai gli occhiali e quando li portano sono finti.
Poverino, non avrà mai l’amata e quasi quasi c’è da essere dispiaciuti per questo eterno secondo, quasi quasi, giusto un attimo o forse due, ma non di più perché c’è un matrimonio da organizzare.

E non un matrimonio qualunque! Certo che no!
Un matrimonio umano-vampireo, roba da “focus” o “cronaca vera”.
E Bella?
Bella come sta? E’ contenta?
Finalmente si sposa, finalmente potrà vivere con il suo amato dal sangue freddo, finalmente potrà pianificare una vita felice con il suo immortale, abbracciarlo, amarlo nella buona e nella cattiva sorte.
E va bene, va bene, finalmente potrà fare all’amore e disillibarsi e perdere finalmente lo status sociale di vergine!.
Ma i dubbi corrono veloci lungo le arterie ancore pure della nostra innamorata, e la notte prima del matrimonio si fa incubo, i due sposini sono all’altare circondati dai cadaveri sanguinolenti degli invitati, c’è sangue ovunque, gli abiti bianchi dello sposalizio infangati di sangue, un mare di sangue, sangue sangue sangue.
Sarà un tragico presagio? Sarà che Bellissima non si fida del suo amato? Sarà che coi canini appuntiti non si scherza manco per niente? Sarà quel che sarà!
Sarà quel che dio vorrà? Sarà!

E allora ecco gli invitati, ecco il prato boscoso della famiglia vampiresca agghindato per il banchetto, ecco il padre della sposa, il pulizziotto frastornato per lo sposalizio della sua piccola unica figlia, eccolo che guarda il quadro dello scalone centrale della villa con la raccolta di tutti i cappelli dei diplomi dei raga-vampiri Cullen, esseri immortali bloccati per sempre nel mondo dell’adolescenza, che solo al pensiero c’è da darsi in pasto ai lupi.
Insomma ecco il nostro sceriffetto di provincia che diventa un po’ dubbioso alla vista dei cappelli del diploma.
Ma per mille fulmini lampeggianti sopra una centrale dell’Enel, sono in 5 fratelli, ci sono almeno cinquanta cappelli del diploma americano, li bocciano sistematicamente un anno sì e un anno no, sono al liceo da almeno vent’anni e dimostrano sempre diciassette anni, ma acciderbolissima, rappresentante della legge dei miei stivali, non ti si chiede di essere Poirot, il tenente Colombo e nemmeno la Signora in Giallo, ma caspita, possibile che non capisci che questi non sono normali!
E no che non capisce, e allora eccoci alla passeggiata verso l’altare con tanto di Bellissima che tentenna lungo la navata del giardino, e tentenna talmente tanto che la suspance aumenta, aumenta a livelli così alti che fai in tempo a schiacciare un pisolino, sognare un piatto di pizzoccheri, ricevere una precisa e appuntita gomitata nell’infracostola dall’amica SF, al tuo fianco, cancellare 154 sms dal cellulare e pensare al destino del mondo dopo la scomparsa ultimativa del Maya, massacrati da terrestri incazzati che si sono dati alla pazza gioia il 21 dicembre 2012, che hanno speso ondate di denaro, tradito la moglie e le sette amanti procapite, sperperato fortune, per godersi l’ultimo giorno di vita per poi trovarsi il giorno dopo rovinati, con l’emicrania devastante da post sbronza, svegliati alle sette meno un quarto del mattino dall’ufficiale giudiziario con lo sfratto esecutivo, la lista lunghissima dei creditori e l’istanza di immediato divorzio.
Insomma la tensione arriva a vette così elevate che nemmeno Messner con tutti i suoi fratelli sarebbero in grado di raggiungere.

Insomma Bella dubitarella scappa o si sposa, si sposa o scappa?
Misterooooooooooo
Oh ohhhhhhhh.

E va bene, alla fine guarda gli occhi iniettati di sangue dell’amato e decide che si fa e si sposa.
E vai di cerimonia, di bacio, di balli in una giornata bellissima baciata dai raggi solari che illuminano il prato chiesa.
Sole? Sì sì sì Sole! Sole?
Ma come? Ma come? tutto sto cavolo di sole! Ma se i vampiri al sole diventano come la fluorescina, si illuminano e brillano di luce propria manco fossero radioattivi?
Si si c’è il sole e questi non brillano?
Ma chi l’ha scritta la sceneggiatura, Bart Simpson fatto di Duff Beer?
Vabbè, procediamo, valà, procediamo che siamo ai brindisi, roba da sbadiglio, roda da vendere in farmacia al posto del valium.
Ed ecco che verso la fine del banchetto c’è la sorpresa delle sorprese, l’evento inatteso, la svolta, surprise!
Ecco che si presenta di soppiatto Jacob Technogym, è arrivato e vedrai che rissa, dai che spacca tutto, tavoli e vettovaglie e rovina il matrimonio, tutto incazzato com’è, il nostro povero lupetto.
E invece no, no, no, no, è tutto un tesorino, un “sono contento per te ma non per me”,”peccato che non hai scelto me”, “spero che tu sia felice senza di me”, “ti auguro il vero amore lontano da me” e via di miagolii e bacini carini e strusciatine e moine, insomma un addio carino carino finché la nostra, ingenua come un cobra in caccia, dice al nostro sfigatissimo ungulato che verrà vampirizzata dal marito non subito, in futuro, con calma, insomma mo’ vediamo e che fretta c’è, guagliò, calma calma.
Allora il lupastro capisce, capisce che la sua amata verginella farà all’amore da umana con un vampiro e si incazza, si incazza di bestia, già proprio di bestia ma talmente tanto che sta per diventare verde ed enorme.
No? Verde No?
Ah già, non e’ quel supereroe.
No, no, si incazza talmente tanto che gli spuntano i peli da lupo sotto le ascelle.
Ma perché ti scaldi così tanto, caro Jacob, che già tieni 80 gradi corporei fissi e stabili con i quali i tuoi amici cuociono gli arrosticini sul tuo possente bicipide?
Perché mai ordunque ti arrabbi?
Si arrabbia perché sa che i vampiri durante l’amore sono focosissimi e violentissimi e che dunque Bella futura Vampirella potrebbe essere seriamente devastata e quindi è preoccupato per lei, la sua miciona del cuore.
Seeeeeeeeeeeeee, ma che ci ha presi per fessi?
Uè, pisquano, credi che non si capisca che ti fa rabbia il fatto che lei la dia ad un altro?
Sarà dietrologia, sarà cattiveria, sarà, sarà che alla fine il nostro si lupacchiottizza e se ne torna nel fitto bosco dal quale era venuto.
Sfigato eri e sfigato rimani.
Bye Bye Jacob, ci vediamo alla prossima, quando Bella starà ancora inguainata in un fasciatissimo e impenetrabile vestito di guai, E.Cullen sarà, al solito, impalato senza far nulla e lei avrà bisogno di te. Ora non servi, sei di intralcio e pussa via che il tuo pelo puzza.
Pussa via lupo cattivo. Scio’

La cerimonia finisce, i nostri si cambiano d’abito e saltano in macchina verso la luna di miele e la prima notte da marito e moglie, verso l’amore e l’età adulta, finalmente.
La destinazione del viaggio è un isolotto del Brasile, il luogo dove i destini si incroceranno e si fonderanno, dove due corpi saranno uno, dove avverrà finalmente l’atto supremo di maturazione di Bella, il luogo dopo il quale nemmeno la Santa Rota potrà più nulla.
Il posto é da favola, villetta direttamente sulla spiaggia, il mare è velluto, le stelle che contornano come perle rare la notte, tutto è al suo posto, tutto è sensazionale, tutto è essenziale, tutto è perfetto.
Il posto perfetto nel momento perfetto per l’atto supremo: l’accoppiamento.
Epperò la nostra sposina è tesa, ha paura, non sa, è timorosa, tentenna, temporeggia, si fa forza, si auto-convince, non si sente pronta, non si sente adatta.

Ufffffffffffffffffffffffffffff
Ri-Ufffffffffffffffffffffffff
Stra-Uffffffffffffffffffffffffffffffffffffff

E che cavolo! Ma è da tre film e oltre che ce la meni con sta storia che tu volevi e lui non voleva e ora che lui vuole, che ha fatto le cose all’antica tu tentenni, divaghi, galleggi nella tua insicurezza di teen maturata troppo in fretta.
E allora cosa fa la nostra eroina, non nel senso della droga, ma nel senso dell’eroismo.
Cosa fa? Indovina indovinello? Scappa dall’isola dopo aver costruito una zattera di fortuna? Finge una emicrania a grappolo? Si scusa dicendo che ha le sue cose?
No no, assolutamente no.
Reagisce, si fa coraggio e si depila!
Si depila?
Sì, semplicemente, ruba il rasoio a lame rotanti del marito e fa pelo e contro pelo alle sue giovani e candide gambette da cerbiatta.
Colpo di teatro, surprise, incredibile, inguardabile.
Insomma questa si fa il ripasso di ceretta e poi alla fine, finalmente, si lascia vivere, si veste solo dell’accappatoio e raggiunge E.Cullen in spiaggia.

… manca ancora e purtroppo la scena di sesso e tutto il secondo tempo …. fra un po’ …fra un po’

Vai al terzo episodio della saga

Vai al secondo episodio della saga
Vai al primo episodio della saga … ah no, questo no, questo non c’è

L’anno passato, un carabiniere, cose che scadono, l’anno che verrà

Ti hanno insegnato che il battito d’ali di una farfalla può causare un tornado dall’altra parte del mondo, che non si può mai sapere, che le conseguenze sono figlie delle scelte che hai fatto, anche se non sai di quali.
Hai imparato, questo l’hai imparato sulla tua pelle, che puoi pianificare il futuro ma non puoi raddrizzare le curve del destino, questo proprio non si può.
Allora non rimane che ascoltarla la vita, con le sue sfumature e i suoi segnali di fumo, indicazioni salvifiche o false piste.
Come quando un piccolo sasso cade da un sentiero di montagna e non pensi sia frana, gridi “sasso!”, lo fai in automatico, per scrupolo, ma non sai se realmente possa travolgere qualcuno.
Già, la vita ti manda dei segnali, bisogna avere fortuna ed essere attenti per saperli cogliere.

L’inizio dell’anno era solo futuro, vicinissimo, quasi presente.
L’inizio dell’anno era una macchina piena di cose, ammassate, inscatolate, qualcuno lo poteva chiamare trasloco, ma trasloco non era il termine giusto.

All’inizio dell’anno, la macchina piena di cose viaggia lenta lungo la strada del futuro presente, quando un carabiniere estrae la paletta e fa segno di accostare.
Accosti.
“Favorisca i documenti”, è gentile il carabiniere, osserva i documenti, gira intorno all’auto, legge il tagliando dell’assicurazione.
Finito il controllo, raggruppa i documenti e li riconsegna.
Il finestrino rimane abbassato, il carabiniere è a lato del posto guidatore, è in piedi e scruta la strada in attesa del passaggio di altre auto, ma la strada è deserta, è strada di monte fuori stagione turistica.
Stai riordinando i documenti, il carabiniere ti guarda di traverso, un occhio alla strada e uno a te, ha un fare sicuro e rassicurante “Si ricordi che le sta scadendo il bollo e l’assicurazione, fra un mese anche la carta di identità e la revisione” attende qualche secondo poi continua “e a fine anno anche la patente!”.
Tu pensi alla tua povera auto, 8 anni, 240.000 km, fai il gentile “grazie e fra poco mi scade anche l’auto”.
Il carabiniere ti guarda, è perplesso, sta per rispondere ma sembra ponderare le parole poi alla fine si decide “sarà un anno difficile!”.
Non ribatti, saluti e riparti. Qualche metro più avanti guardi nel finestrino retrovisore e vedi il carabiniere al bordo della strada, di spalle, che attende il prossimo veicolo e pensi “ma va, perchè mai dovrà essere un anno difficile”.
E’ una cosa che racconti agli amici, una specie di barzelletta fra una pizza e una birra, già una specie di barzelletta.

La fine dell’anno è una macchina nuova, patente rinnovata, carta d’identità rinnovata, assicurazione rinnovata e un futuro presente che hai fatto appena in tempo ad assaporare, veloce degustazione di un vino che non berrai più.
“Sarà un anno difficile”, non era una barzelletta, era la vita che, travestita da carabiniere, ti annuciava l’evolvere degli eventi.

Sull’anno che verrà non c’è molto da dire e non c’è la volontà del dire, sarà sole e pioggia e sarà quel che dovrà essere.

Alla fine, rimane una domanda, riguarda il carabiniere: la sua è stata una iattura o una profezia? Incontrandolo nuovamente gli daresti dello iettatore o gli chiederesti i numeri da giocare al lotto?
La risposta sta nella propensione, nella propensione alla luce o all’ombra.

Ti hanno insegnato a guardare avanti, che nella vita non si puo’ mai sapere, che i conti si fanno alla fine e che non tutti i mali vengono per nuocere.
Ti hanno insegnato che dalle finestre della casa deve entrare la luce e che il sole scalda le ossa e che non ti regala niente nessuno e che le cose vanno come devono andare e che sia quel che sia.
Hai imparato, questo l’hai imparato sulla tua pelle, che nella vita senza un briciolo di ironia non si va da nessuna parte.

Se lo incontrassi nuovamente, al carabiniere, chiederesti i numeri del lotto, nella certezza di giocarli, i numeri, nel giorno sbagliato.