Minosse, Ulisse, Matisse, Coulisse, Ellisse …… ma sìììì Eclipse.

Eccoci al terzo episodio della saga vampiresca su pellicola.
Questa volta schermo estivo all’aperto, che fa molto vacanza, anche se vacanza non è, ma fa uguale.
Inizio lugubre assai, notte, buio, pioggia, un poveretto viene inseguito da essenze misteriche e voilà, un graffietto e il viandante sprovveduto si ritrova riverso a terra, urlante di dolore.
L’avranno vampirizzato?
Importabile visto che si tratta di un film sui vampiri.
Scena successiva, immagine bucolica, fiori, natura trionfante a manetta, ed eccoli finalmente i due cuoricini nella tempesta abbracciati l’un l’altra, mimi e cocò, mi sposi? Mi vampirizzi? Mi sposi mi vampirizzi mi sposi mi vampirizzi urka, già, urka devo rincasare caro E. Cullen, il mio papà mi ha messo il coprifuoco alle 4.
Ma come alle 4, alle 4 del pomeriggio, ma dai! un coprifuoco all’ora del tè, cavolo ma nemmeno nell’ottocento barocco facevano ste cose.
Ebbene, la nostra Isabella bella bella va a casa da paparino, che le dice di vedere qualcun altro oltre allo smortone dai canini sovrappuntiti, che sai com’è al paparino, ma, non sa, non è questione di protezione della verginità della propria piccola cucciola, è che, boh, sarà che è sempre così pallido, ma questo qui ha qualcosa che non va, che tanto normale non sembra.
Ma dico, Babbo di Bella, Ciarli, Bravo Ciarli, Ciarli Ciarli, micio micio, e sì che sei pure pulizziotto, possibile che non ti venga il dubbio, il minimo dubbio che E. Cullen possa essere un bel vampirone con i contro cazzi, possibile che in tre anni non l’ho mai visto baciato dai raggi del sole, possibile? Ma dico, hai vinto il posto di sceriffo al gratta e vinci?
Vabbeè, torniamo allo storia, torniamo al consiglio di paparino “Bella, figlia mia, perché non esci con qualcun altro?”.
Ma come? Babbo mio bello? Ma stai forse incoraggiando la tuo unica figlia verginella illibatella bella Bella a farsi un amante, la stai forse spingendo al tradimento alla menzogna alla poligamia?
No no, ovviamente no.
E infatti,
Bella,
obbedisce.
Ma cribbio, ma dove diavolo sono finiti i bravi figli americani, ribbbbelli, ddrogati, fumati e bella lì che non rispettano l’autorità paterna neanche a cannoneggiarli con pezzi di artiglieria pesante?
Dimenticavo, la storia di svolge nel 1835.
Comunque la nostra Bella obbedisce e da brava miciona chi chiama, chi tenta di contattare all’abbisogna, Chi? Chi?
Ma chi, dai dai indovina chi? Chi?
Una amica del liceo, il nonno materno, l’insegnante di matematica, il maggiordomo in biblioteca, l’adepto della setta avveniristica del simbolo fallico?
Ma no! Sorpresa! la nostra chiama lui, wonder muscolo, vulcano J, J++, J virile, J splendid casa, ma certo!!! Jacob lupo.
Ma lui non risponde.
Bravooo. Ma bravooo.
Non rispondere, siamo tutti con te, noi figli del due di picche come piovessero, noi servi della gleba planetaria, noi che sei carino e sei un amico, noi che non ti voglio ferire, ma dai che rimaniamo amici, ma sai com’è, me la faccio già con il fighetto stronzetto di turno, alto magro, con il macchinone, un po’ pallido forse, ma pur sempre con il macchinone.
Ma in giro c’è aria di tempesta, gente che sparisce, tutti giovani baldanzosi guarda caso, di vecchietti in carrozzina nemmeno a parlarne, e poi la vampira cattiva desiderosa di vendetta si aggira nel paese de noaltri, balzella un po’ nel territorio dei vampiri Cullen e un po’ in quello sacro dei luponi micioni trullallerò trullalà.
Allora Jacob sempre a torso nudo ma sempre sempre eh, si presenta a scuola per accertarsi che Bella stia bene, ma E. Cullen vuole che se ne vada, ma Bella vuole parlare ai muscoli, ma i muscoli non vogliono, ma alla fine della tringolar tenzone, guarda caso Jaboc zerbino cede e carica una miagolante Bella sulla moto e partono alla volta del chiarimento chiarificatore e il nostro smortone rimane lì, imbambolato, imbalsamato e avvolto da vampate di gelosia galoppante.
Eccoli ora Micinia miciò e muscolosissimo J. che si chiariscono ma lui non molla, le dice che lo sente che lei lo ama, che ne è certo, i lupi fiutano, lo sanno e quindi, già che c’è, ce prova e la bacia, finalmente la bacia e lei che fa?
A – ricambia
B – ricambia con palpatina al culetto muscoloso
C – sviene dal piacere e si trasforma in una scoiattola.
Ma no. Nonnono!
Ingenui, illusi, romanticoni instancabili e insaziabili.
Elementare Watson, lei gli sferra un cazzottone in pieno volto, fulmineo come un colpo di karate.
Uffa uffffffff, ma come è possibile dare un cazzotto ad un pezzo di granito, un figlio legittimo dei fumetti americani, un misto fra l’uomo roccia dei fantastici quattro e l’incredibile Hulk.
Infatti non è possibile e la nostra aspirante vampira si frattura una mano.
E. Cullen si arrabbia, si arrabbia ma anche lui è schiavo delle moine della nostra, e ubi maior minor cessat, in giro ci sono i neo nati, non neonati, ovvero lattanti con il ciuccio e i pannoloni, questi sono neo nati, ovvero vampiri freschi di mungitura, assetati di sangue e incontrollabili, ma perché ci sono, perché aumentano di numero, perché i Volturi di Volterra non intervengono, loro che sono i guardiani implacabili dell’ordine vampireo?
Perché, perché e ancora perché, domande senza risposta, roba da chiedere a Giacobbo di Voyager su Rai Due, saranno i Templari, saranno i Maya, saranno mica i Venusiani?
Mistero.
Mistero fitto assai.